I libri che amiamo 3

Intermezzo sulla lettura

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Questa volta è Patrizia a scrivere di libri, e oggi ci presenta il suo ricettario più fidato.

Il contaminuti. Libro di cucina per la donna che lavora, Feltrinelli 1967

Questo bel volumetto di Elena Spagnol, ricchissimo di ricette e consigli con un tono colloquiale e assolutamente non prescrittivo, mi ha insegnato un sacco di cose basilari e nel contempo un approccio “easy”, del genere: non strafare, utilizzare gli avanzi o quello che c’è in casa, semplificare i procedimenti.
Ad esempio dice: i cuochi, che non hanno altro da fare, usano…; noi, che altro da fare ne abbiamo eccome, usiamo invece…

Benchè le ricette – anni 60! – siano un po’ ispirate alla cucina francese (panna, maionese, burro), hanno sempre l’obiettivo della semplificazione e suggeriscono alternative a certe regole culinarie ritenute imprescindibili ma che fanno perdere troppo tempo o che sono troppo difficili.
Ha anche il pregio di dare spiegazioni dettagliatissime sugli alimenti e sugli attrezzi da cucina, senza dare niente per scontato e senza usare quel linguaggio da iniziati che risulta tanto irritante in certi libri di cucina di oggi.

Nel tempo ho accumulato una quantità di ricettari di ogni genere, e il mio modo di cucinare si discosta parecchio dalle ricette della Spagnol, però non ne ho trovato un altro che mi offra il suggerimento giusto quando ne ho bisogno.

I libri che amiamo

I libri che amiamo 2

Bibliografia culinaria

(La foto è di Patrizia)

I libri che amiamo

IMG_4300Intermezzo sulla lettura

 Nella nuova pagina “I libri che amiamo” troverete una bibliografia che raccoglie una parte sostanziosa delle nostre scelte in fatto di libri di cucina e affini.

Oggi vi presento tre di quei libri: quelli che, per motivi diversi, hanno avuto un ruolo nella mia storia di lettrice-cuciniera.

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• Il primo è un vecchio manuale Sansoni, il mio primo libro di cucina, acquistato o regalato non ricordo, che ho consultato per tutti gli anni Settanta come un oracolo, e con grande divertimento. Compatto come un mattoncino, scritto piccolo, con qualche disegnino a penna.

Da giovane donna inespertissima ho imparato là in mezzo molte cose, dall’ABC della cuoca ( il mio capitolo preferito) alle ricette per i ricevimenti, alle nozioni di dietetica. Il tutto decisamente d’ispirazione francese: era infatti una traduzione dall’”Enciclopedie culinaire du XXème siècle”, del 1963. Sono stata affascinata dalle salse, ma soprattutto dalla struttura del libro, che ha un’ampia sezione dedicata agli essenziali : gli strumenti di cucina, le tecniche di base, come si fa la spesa… insomma un vero manuale, non un semplice ricettario! Peccato che non ci sia più.

“Cucina”, Enciclopedie Pratiche Sansoni, Firenze 1966

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• Il secondo libro, con un salto di più di trent’anni, atterra in una fase del mio apprendimento culinario decisamente più avanzata e consapevole.

Si tratta del Bioricettario di Pino Zammataro, che ho già citato in “Le cuoche e le ricette”. Anche questo libro, nonostante il titolo, è in realtà un manuale, ricco di informazioni, che mi ha aperto lo sguardo sulla cucina naturale. Dopo di allora ho continuato a scoprire altri ricettari di Terra Nuova, utilissimi per confrontare le cucine tradizionali e regionali con le diverse proposte gastronomiche della cucina naturale. Tra questi, ho trovato molto interessante “Celiachia senza sacrifici”, di Luisa Ferrari, con ricette di Antonio Zucco.

“Bioricettario”, di Pino Zammataro, Terra Nuova Edizioni, Firenze 2006

http://www.terranuovaedizioni.it

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• Chiudo con un romanzo che mi è assai piaciuto, come mi sono piaciuti tutti gli altri libri di Simonetta Agnello Hornby, ma di più.

“La cucina del buon gusto” è il secondo dei suoi libri in cui il racconto di vicende personali e familiari si intreccia a storie di cucina e ricette di casa. Viene dopo “Un filo d’olio”, che è del 2011, e prima di “Il pranzo di Mosè”, uscito lo scorso anno.

“Tornai a casa tardissimo; mio marito cenava fuori e i figli si erano arrangiati con una frittata e degli avanzi. Mortificata, mi ripromisi di preparare una brioche : l’avrebbero trovata calda calda la mattina dopo. Non credo ci sia un piatto la cui preparazione sia più adatta a esprimere rabbia e frustrazione contro il mondo intero.”…

L’autrice, avvocato a Londra, continua raccontandoci la “furiosa” preparazione della brioche e il martellare dei suoi pensieri dentro ai gesti del far cucina. Dopo una giornata faticosa alle prese con un caso difficile, alla fine non le viene bene neanche la brioche! Mi hanno incantata i racconti delle sere londinesi, forse perché più esotiche, almeno per me, rispetto a quelli di atmosfera mediterranea. Il libro è scritto con Maria Rosario Lazzati, che racconta la sua cucina milanese.

“La cucina del buon gusto”, di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati, Feltrinelli 2012

I libri che amiamo, bibliografia culinaria

Proemio buffo