Borsch vegetariano

dalle ricette degli amici…


 Zuppa ucraina di barbabietole rosse

Auretta, cuoca di casa, vegetariana, appassionata e curiosa viaggiatrice, ci manda la sua zuppa ucraina di barbabietole rosse.

Ingredienti

• 200 gr di barbabietole rosse
• una rapa bianca (o rosa)
• 200 gr di sedano rapa o di Verona
• 200 gr di cavolo cappuccio
• 4 coste di bietola
• 2 carote, una cipolla
• 2 foglie di alloro, uno spicchio d’aglio
• un cucchiaio di concentrato di pomodoro, uno (raso) di zucchero, 3 di aceto
• un litro di brodo vegetale
• ½ cucchiaio di prezzemolo tritato o di erba cipollina
• 4 cucchiai di yogurt senza lattosio
• olio, sale e pepe.

Tagliare a cubetti le barbabietole, la rapa, il sedano rapa, le carote, affettare le bietole e il cappuccio.

In una casseruola fare un soffritto con poco olio, la cipolla tritata e l’aglio intero, aggiungere tutte le verdure, l’alloro, regolare di sale e cuocere col coperchio fino a quando le verdure saranno appassite.

A questo punto aggiungere lo zucchero e l’aceto, sfumare mescolando, sciogliere il concentrato di pomodoro in poca acqua calda e aggiungerlo alle verdure, mescolare ancora e quindi versare il brodo caldo.

Continuare la cottura fino a quando le verdure saranno cotte, aggiungere il prezzemolo o l’erba cipollina e servire con un cucchiaio di yogurt su ogni piatto.


Auretta, tra le tante sue attività, tiene corsi di cucina regionale ed etnica per la Cooperativa sociale “Francesco d’Assisi”, a Cadoneghe, che ha una bella scuola professionale per ragazzi con difficoltà.

http://www.francescodassisi.org

Potete trovare le ricette di Auretta su “Biolcalenda”.

http://www.labiolca.it

Pasta di ceci coi fagioli

 dalla cucina di Maria Vittoria… 


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La pasta e fagioli è un noto piatto della tradizione popolare italiana.

Qui vi presento una versione un po’ veneta, un po’ toscana, con la novità di una pasta fresca fatta con farina di ceci e di riso.

 Ingredienti per 4 persone

• 200 gr di farina di ceci
• 100 gr di farina di riso
• 150 ml circa di acqua
• 350 gr di fagioli borlotti
• 30 gr di grasso del prosciutto
• una costa di sedano, una cipolla, una carota
• due patate di montagna
• aglio, alloro, salvia, rosmarino
• olio d’oliva e.v.
• sale, peperoncino (o pepe)

Dopo averli sciacquati e lasciati in ammollo la notte, mettere a cuocere i fagioli in un tegame di coccio, strofinato con l’aglio, ricoperti d’acqua fredda. Tritare grossolanamente sedano e carota, sottilissima la cipolla. Tagliare a pezzetti il grasso di un prosciutto di montagna ( ideale il prosciutto del Casentino) e soffriggere tutto in una pentola con poco olio, assieme alle erbe aromatiche e al peperoncino. Aggiungere quindi i fagioli, mescolare, coprire con dell’acqua e cuocere finché le verdure saranno tenere. Regolare di sale.

Intanto avrete fatto la sfoglia per la pasta. Mescolate le due farine con un pizzico di sale, aggiungete l’acqua e impastate bene con le mani sul piano di lavoro infarinato. Tagliate la palla di pasta in quattro parti. ( Ciò vi consentirà di tirare delle sfoglie piccole, più facili da lavorare). Tirate le sfoglie, avendo cura di mantenere sempre infarinato sia il piano, sia il mattarello. Tagliate quindi le sfoglie a strisce – è molto veloce e pratico farlo con la mezzaluna! – e poi a metà, o della lunghezza che preferite.

Togliete dalla pentola alloro, salvia, rosmarino e aglio, e una mestolata di fagioli. Passate il resto con il frullatore a immersione, riportate ad ebollizione e cuocetevi la pasta. Controllate di sale, rimettete i fagioli interi nella pentola e lasciate riposare la zuppa una decina di minuti. Servitela completando con un filo d’olio e un po’ di pepe (se non avete già messo il peperoncino).

La sfoglia per la pasta fresca con farine senza glutine

Zuppa di grano saraceno, cavolo nero e bieta rossa

 dalla cucina di Patrizia…


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Un piatto di grano saraceno semplice e gustoso, che affida la completezza del suo sapore agli ortaggi di stagione e alla cottura a vapore.
La bieta rossa è più saporita di quella verde, ed è molto bella da vedere.

Ingredienti per 4-5 persone

• 250 gr di cavolo nero (già mondato)
• 100 gr di bieta rossa
• 2 patate
• un cipollotto fresco
• 200 gr di grano saraceno
• gomasio o sale alle erbe
• olio d’oliva e.v.

Sciacquare il grano saraceno e metterlo a cuocere in pentola, coperto da circa 450 ml d’acqua fredda leggermente salata. Mettere sulla pentola un colapasta con la bieta lavata e tagliata, che cuocerà a vapore. Calcolate circa 15’ per la cottura di entrambi.

Intanto avrete sbucciato e tagliato a dadotti un paio di patate, lavato e tagliato grossolanamente il cavolo. Mettetelo a cuocere a vapore in un colapasta su una pentola d’acqua bollente per 15’ ( se avete una cuscussiera tanto meglio…), aggiungete quindi le patate e il cipollotto nell’acqua e portate a cottura. Ci vorranno altri 15’ circa.

Unire le verdure al grano saraceno e aggiungere il brodo di patate nella quantità preferita. Mescolare, insaporire con un pizzico di gomasio e scaldare la zuppa per qualche minuto. Servire con un filo d’olio crudo.

I libri che amiamo

IMG_4300Intermezzo sulla lettura

 Nella nuova pagina “I libri che amiamo” troverete una bibliografia che raccoglie una parte sostanziosa delle nostre scelte in fatto di libri di cucina e affini.

Oggi vi presento tre di quei libri: quelli che, per motivi diversi, hanno avuto un ruolo nella mia storia di lettrice-cuciniera.

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• Il primo è un vecchio manuale Sansoni, il mio primo libro di cucina, acquistato o regalato non ricordo, che ho consultato per tutti gli anni Settanta come un oracolo, e con grande divertimento. Compatto come un mattoncino, scritto piccolo, con qualche disegnino a penna.

Da giovane donna inespertissima ho imparato là in mezzo molte cose, dall’ABC della cuoca ( il mio capitolo preferito) alle ricette per i ricevimenti, alle nozioni di dietetica. Il tutto decisamente d’ispirazione francese: era infatti una traduzione dall’”Enciclopedie culinaire du XXème siècle”, del 1963. Sono stata affascinata dalle salse, ma soprattutto dalla struttura del libro, che ha un’ampia sezione dedicata agli essenziali : gli strumenti di cucina, le tecniche di base, come si fa la spesa… insomma un vero manuale, non un semplice ricettario! Peccato che non ci sia più.

“Cucina”, Enciclopedie Pratiche Sansoni, Firenze 1966

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• Il secondo libro, con un salto di più di trent’anni, atterra in una fase del mio apprendimento culinario decisamente più avanzata e consapevole.

Si tratta del Bioricettario di Pino Zammataro, che ho già citato in “Le cuoche e le ricette”. Anche questo libro, nonostante il titolo, è in realtà un manuale, ricco di informazioni, che mi ha aperto lo sguardo sulla cucina naturale. Dopo di allora ho continuato a scoprire altri ricettari di Terra Nuova, utilissimi per confrontare le cucine tradizionali e regionali con le diverse proposte gastronomiche della cucina naturale. Tra questi, ho trovato molto interessante “Celiachia senza sacrifici”, di Luisa Ferrari, con ricette di Antonio Zucco.

“Bioricettario”, di Pino Zammataro, Terra Nuova Edizioni, Firenze 2006

http://www.terranuovaedizioni.it

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• Chiudo con un romanzo che mi è assai piaciuto, come mi sono piaciuti tutti gli altri libri di Simonetta Agnello Hornby, ma di più.

“La cucina del buon gusto” è il secondo dei suoi libri in cui il racconto di vicende personali e familiari si intreccia a storie di cucina e ricette di casa. Viene dopo “Un filo d’olio”, che è del 2011, e prima di “Il pranzo di Mosè”, uscito lo scorso anno.

“Tornai a casa tardissimo; mio marito cenava fuori e i figli si erano arrangiati con una frittata e degli avanzi. Mortificata, mi ripromisi di preparare una brioche : l’avrebbero trovata calda calda la mattina dopo. Non credo ci sia un piatto la cui preparazione sia più adatta a esprimere rabbia e frustrazione contro il mondo intero.”…

L’autrice, avvocato a Londra, continua raccontandoci la “furiosa” preparazione della brioche e il martellare dei suoi pensieri dentro ai gesti del far cucina. Dopo una giornata faticosa alle prese con un caso difficile, alla fine non le viene bene neanche la brioche! Mi hanno incantata i racconti delle sere londinesi, forse perché più esotiche, almeno per me, rispetto a quelli di atmosfera mediterranea. Il libro è scritto con Maria Rosario Lazzati, che racconta la sua cucina milanese.

“La cucina del buon gusto”, di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati, Feltrinelli 2012

I libri che amiamo, bibliografia culinaria

Proemio buffo

Variazioni sul riso

IMG_5114Qui si gioca facile, non c’è dubbio!

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Il riso è senza glutine, è un alimento tipicamente italiano, in particolare del nord, e si presta a tante diverse preparazioni.

Continuiamo quindi il nostro viaggio tra prodotti e ricette del mondo, passando dalle risaie padane al lontano Nepal.

Da noi ghiottoni intolleranti troverete infatti : un classico risotto ai carciofi (verdura di stagione), un piatto unico con carne (di tradizione famigliare), un riso marinaro invernale, un piatto tipico nepalese in versione vegana.

Per ogni piatto il riso adatto…
http://www.enterisi.it


dalla cucina di Nives…

Risotto ai carciofi

dalla cucina di Patrizia…

Dal Bhat vegano

dalla cucina di Maria Vittoria…

Bianco Dianora di riso, pollo e patate

dalla cucina di Paola…

Riso nero con ragù di moscardini

Dal Bhat vegano

 dalla cucina di Patrizia…


IMG_5115Piatto tipico nepalese

Il Dal (lenticchie) Bhat (riso) è il piatto nazionale nepalese, consumato quotidianamente in tutte le famiglie. E’ quindi possibile assaggiarlo in infinite varianti, a seconda della stagione, degli usi tipici della zona, delle preferenze della cuoca o del cuoco.

Gli ingredienti base del piatto sono riso e lenticchie. A questi si accompagnano delle verdure stufate e speziate a cui possono essere eventualmente aggiunti pezzetti di carne, salse piccanti o dolci, yogurt bianco, verdure crude.

Alessandro, che ha vissuto tre mesi a Kathmandu, ci propone il Dal Bhat in versione vegana, ma ogni variazione o aggiunta secondo il proprio gusto è lecita!

Our Program

Patrizia l’ha provato nella sua cucina… ed ecco a voi il prodotto di una bella collaborazione!

Ingredienti per 6 persone

• 300 g di lenticchie
• 500 g di riso basmati
• patate, bietole, carote, funghi, cipolle, in proporzioni a piacere, per un totale di circa 1kg di verdure pulite
• zenzero, aglio
• garam masala ( oppure curcuma, peperoncino, o altro curry a piacere)
• coriandolo (possibilmente fresco)
• olio, sale
• carota, sedano, cetriolo
Per il chutney:
• 4 pomodori freschi sbollentati e sbucciati
• zucchero, aceto, peperoncino

Lessare in abbondante acqua le lenticchie ( se volete, di tre colori : rosse, verdi e marrone, tenendo conto che hanno tempi di cottura diversi). A fine cottura aggiustare di sale e frullare una parte di lenticchie, così da ottenere un brodo cremoso.

Cuocere il riso basmati (senza mescolarlo troppo altrimenti diventa una pappa), scolandolo al dente e sgranato.
In una padella capiente saltare nell’olio caldo l’aglio e lo zenzero sbucciato e fatto a pezzetti, insieme alle spezie (masala, curcuma, curry, peperoncino… secondo il proprio gusto). Aggiungere poi mano a mano le diverse verdure -per prime quelle con il tempo di cottura più lungo- stufandole a fuoco vivace. Qualche minuto prima di spegnere, aggiustare di sale e aggiungere le foglie di coriandolo spezzettate.

Fare un chutney di pomodoro, cioè una salsa agrodolce con pomodori sbucciati, zucchero, aceto e peperoncino, cotta, ma non tanto da diventare omogenea.

Il piatto si compone per ciascun commensale con una porzione di riso asciutto, una porzione di verdure morbide ma non sfatte, una ciotolina piccola con il chutney e una più grande con la zuppa di lenticchie. Ognuno mescola a piacere, versando di volta in volta una cucchiaiata di zuppa sul riso. Il piatto si può decorare con bastoncini di verdure crude, come carote, cetrioli, sedano, anelli di cipolla.

Si può preparare tutto un po’ in anticipo perché va servito tiepido.

Il Dal Bhat rappresenta un pasto completo in quanto contiene i carboidrati del riso, le proteine delle lenticchie, la verdura e le proprietà benefiche e disinfettanti di aglio, zenzero e spezie piccanti.

Variazioni sul riso

Riso nero con ragù di moscardini

 dalla cucina di Paola…


IMG_5117 Ingredienti per 4 persone :

  • 350 g di riso Venere
  • 2 scalogni
  • 2 alici sott’olio
  • olio d’oliva e.v.
  • 4 moscardini
  • pomodori pelati
  • vino bianco
  • brodo vegetale
  • una piccola verza
  • sale

In olio e scalogno leggermente rosolato sciogliere due alici sott’olio, unire i moscardini, dei pomodori pelati e ricavarne un sughetto, cuocendolo per almeno 45 minuti (i moscardini devono diventare teneri).
A parte preparare un risotto con del riso Venere, cioè nero, rosolando dello scalogno, sfumando con vino e portando a cottura con brodo vegetale. Serviranno quasi 40 minuti di cottura. Verso la fine unire della verza tagliata a listarelle.

Lavare delle belle foglie di verza non troppo grandi e usarle per contenere le singole porzioni di riso, sormontate dal sugo di moscardini.

Variazioni sul riso

Bianco Dianora con riso, pollo e patate

  dalla cucina di Maria Vittoria… 


IMG_5113Questo piatto semplicissimo e affascinante è un bel ricordo della bisnonna Dianora.
La novità è una besciamella senza latte e senza la farina di frumento!

Ingredienti per 6 persone :

• un pollo
• una cipolla steccata con chiodo di garofano, mazzetto di odori
• 500 g di riso (Ribe, Sant’Andrea, Roma)
• 4 patate

Per la besciamella :
• 160 g di farina di riso,
• 160 g di margarina vegetale
• 1200 ml di brodo di pollo + acqua di cottura delle patate
• sale, pepe o noce moscata

Lessare un bel pollo (meglio una gallina ruspante!) con tutti gli odori. Sgrassare e filtrare il brodo di cottura, tenerlo da parte. Lessare le patate sbucciate in acqua bollente salata. Cuocere il riso nel brodo tenendolo al dente e condirlo con la cipolla frullata.

Fare la besciamella con la margarina e la farina di riso, tirandola su con il brodo di pollo allungato con l’acqua di cottura delle patate ; aggiustare di sale, aggiungere a piacere un po’ di noce moscata ( o di pepe aromatico, se avete solo commensali adulti).

Disporre sul piatto di portata uno strato alto di riso, coprirlo con tutta la carne del pollo a filetti, finire con le patate a fette sottili. Schiacciare un po’ e ricoprire il tutto con la besciamella in modo da formare una bianca collina.

Servire con un piatto di spinaci al vapore, conditi con poco olio d’oliva e un trito finissimo di mandorle.

Adorato dai bambini, questo piatto unico piacerà a tutti!

Variazioni sul riso

Risotto ai carciofi

 dalla cucina di Nives…


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In questa ricetta il risotto si basa sulla qualità degli ingredienti: un ottimo riso, carciofi piccoli di stagione.
Tra le varietà di riso da risotti vi ricordiamo : Arborio, Carnaroli e Vialone Nano, in particolare quello prodotto a Grumolo delle Abbadesse.

Ingredienti per 4 persone :

  • 350 g di riso per risotti
  • una cipolla
  • 4 piccoli carciofi
  • sale e pepe
  • olio d’oliva e.v.
  • brodo vegetale

Si soffrigge la cipolla tritata con poco olio, poi si aggiunge il riso facendolo rosolare fino a che si è colorito un po’ ed ha assorbito tutto il grasso. A questo punto si versa brodo caldo poco alla volta, mescolando spesso. Unire i carciofi, precedentemente tagliati a pezzi piccoli e stufati con olio e acqua, fino a completa cottura.

Variazioni sul riso

Folpetti al limone con miglio piccante

  dalla cucina di Maria Vittoria… 


IMG_5095 I folpetti si mangiavano e si mangiano ancora, al banco, in piazza dei Frutti a Padova…
… e anche il miglio non è una novità in Veneto: per secoli, prima dell’arrivo del mais, la polenta di miglio ha sfamato le popolazioni dell’Italia settentrionale.

Ecco quindi un piatto che mette insieme due alimenti antichi, in una preparazione nuova.

Ingredienti per 4 persone

  • 8 folpetti ( moscardini)
  • alloro, limone
  • aceto, olio d’oliva e.v.
  • sale, pepe
  • 100 gr di miglio decorticato
  • 400 ml d’acqua per il brodo vegetale
  • una carota, una costa di sedano, uno scalogno
  • coriandolo fresco, buccia di limone, peperoncino

Lavate i folpetti, togliete occhi e bocca (o fateveli preparare dal vostro fornitore di fiducia), quindi bolliteli nell’acqua salata, aromatizzata con poco aceto e qualche foglia d’alloro, facendo arricciare i tentacoli. La cottura richiede 20-30 minuti, in base alla grandezza dei folpetti. Lasciateli raffreddare nell’acqua, poi scolateli e tagliateli a metà ( se non sono piccolissimi). Condire con olio, sale se serve, pepe, limone.

Tagliare a dadini la carota e il sedano, a rondelle lo scalogno, quindi saltarli in padella con poco olio. Quando cominciano ad appassire, unire il miglio ( lavato e ben scolato) e farlo insaporire per qualche minuto, poi coprire con il brodo vegetale e cuocere a fiamma media per 30’. Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungere il peperoncino a pezzetti, il coriandolo tritato e la buccia di limone a scagliette. Mescolare bene e lasciar raffreddare nella padella.

Servire l’insalata di miglio tiepida o fredda sul piatto di portata, disponendo tutto intorno i folpetti e rondelle di buccia di limone.

Le verdure devono risultare cotte, ma “al dente”, e i chicchi di miglio ben sgranati, da masticare un po’. Il coriandolo conferisce un sapore pungente e profumato, ma se preferite sapori meno intensi potete optare per il prezzemolo.
Le dosi sono per un antipasto, aumentandole avrete un piatto unico veramente ottimo!

Di casa nel mondo